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L'Ufficio del Massimario della Corte Suprema di
Cassazione, in data 10 novembre 2008, ha pubblicato una
relazione tematica avente ad oggetto il mobbing. I
relatori, ponendo l'accento sull'assenza di una
normativa rivolta a disciplinare il fenomeno del
mobbing, anche se la lacuna normativa è in parte
colmata da altre disposizioni di legge, e partendo da
un'analisi della disciplina internazionale ed europea,
hanno fotografato la situazione italiana e fornito una
serie di riferimenti giurisprudenziali dando così
un'analisi completa della fattispecie in esame. A
completamento della relazione sono stati inseriti una
serie di contributi dottrinali giudicati di maggior
interesse per poter meglio inquadrare la figura giuridica.
CONOSCERLO PER DEBELLARLO
Il mobbing, quale situazione di profondo malessere, ha
perciò alla sua base
un conflitto non risolto tra la vittima (il
mobbizzato) e l'aggressore (il mobber).
I modi in cui il secondo tenta di
distruggere il primo possono essere svariati:
si va dalla semplice
emarginazione alla diffusione di maldicenze, alle critiche,
all'assegnazione di compiti inferiori e dequalificanti, alla
compromissione
dell'immagine sociale verso terzi, al sabotaggio del
lavoro, alle telefonate
mute, agli scherzi pesanti, alle accuse di pazzia
di fronte a tentativi di difesa.
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